COMUNE DI FANNA

Il nome di Fanna significa “luogo sacro”, forse per la presenza di un’antica abbazia benedettina dipendente da Pomposa, edificata prima dell’anno Mille. I ritrovamenti archeologici fanno comunque pensare che il luogo fosse abitato in epoca romana e le poche notizie storiche che ci sono pervenute sui secoli successivi parlano di scontri continui con la vicina Cavasso, soprattutto per questioni di confini e di controllo sul territorio. Abbiamo notizie certe su Fanna tramite le sue chiese. Sappiamo, per esempio, che verso la metà del secolo VIII questo luogo, circondato da selve, fu scelto da San Anselmo (figlio del re longobardo Rachis) per costruirvi un monastero e la cappella dedicata a San Martino. Si ritene infatti che siano stati i Longobardi, convertitisi al Cristianesimo, a diffusione nuovamente la fede in questi luoghi della Pedemontana dopo le distruzioni e le rovine causate dalle invasioni barbariche e dall’esercito di Odoacre. Attorno al monastero, poi abbazia, si sviluppò l’abitato dell’odierna Fanna di Sopra, che costituiva la Pieve di S. Remigio (ora Cavasso Nuovo). Entrambi gli abitati, però, formavano un’unica giurisdizione civile sotto i Conti di Polcenigo-Fanna e venivano indicati con il comune toponimo di “Fanna”. I Conti di Polcenigo conquistarono il feudo di Fanna dopo il 1000, in una guerra contro il Patriarca di Aquileia. Già nel secolo XVIII i terrazzai e i mosaicisti di Fanna erano largamente conosciuti a Parigi; acquistarono gran nome nel secolo XIX per la costruzione di pavimenti ornati e a mosaico in Veneto, Lombardia, Francia, Austria, Ungheria, Russia ed America. Forse anche questo ha favorito un fenomeno che ha contraddistinto la storia recente del paese, terra di forte emigrazione fino agli anni '50 del secolo scorso.

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