Da Sabato 26 Gennaio 2019 a Giovedì 28 Febbraio 2019

Giù la maschera - 4^ Biennale Espositiva Di Teatro Di Figura

Ortoteatro dal 2013 ha iniziato un percorso espositivo e di eventi che si racchiude nel progetto “Il fantastico mondo dei Burattini” scandito ogni due anni da una mostra incentrata sul teatro di figura. Un percorso che ha incontrato durante le varie tappe un crescente favore e successo di pubblico e critica.

2013 la prima mostra “Burattini – Il teatro della Meraviglia” ha presentato un excursus sulle

principali tecniche d’animazione attraverso le tradizioni dei vari continenti

Nel 2015 “Da Arlecchino a Cipì” è stata dedicata alle figure di Maria Signorelli, Otello Sarzi, Lele Luzzati, Velia e Tinin Mantegazza, artisti che con le loro opere hanno seganti in Italia il passaggio dalla tradizione al moderno tra gli anni ‘50 e ‘70 del secolo scorso.

Nel 2017 la collaborazione con il museo spagnolo Topic – Centro Internazionale del burattino di Tolosa, ha permesso di portare per la prima volta in Italia la mostra “Le strade di Pulcinella”, dedicata alle maschere del teatro di Burattini dei vari paesi europei discendenti più o meno diretti dal nostro Pulcinella.

Nel 2019 il progetto espositivo è dedicato alle maschere delle diverse tradizioni regionali del teatro italiano di burattini e marionette, da quelle più antiche derivate direttamente dagli Zanni della Commedia dell’Arte a quelle sviluppatesi nell’Ottocento per arrivare fino ai personaggi più recenti, apparsi nel corso del Novecento.

Il teatro di figura in Italia, più che in altri paesi europei, ha avuto un grande sviluppo. Infatti affianco alle compagnie di Commedia dell’Arte, sono nate numerose compagnie di burattini che come i commedianti hanno portato la loro arte in tutta Europa lasciando un segno indelebile nella tradizione della burattineria internazionale.

Alla fine del ‘700, Napoleone proibisce tutto quello che può essere ricollegato all’ancien régime. E qui il teatro di figura italiano rinasce con più forza. Infatti si creano nuovi caratteri senza maschera che rappresentavano determinate fasce della società, ma espressione di aree geografiche ben precise, regionali e caratterizzate da un linguaggio comune.

E l’esposizione parte da questo punto. Un viaggio storico, culturale e artistico per riscoprire i tantissimi burattini delle diverse tradizioni italiane dall’800 ad oggi. Burattini che in alcuni casi sono “morti”, che in altri sopravvivono grazie alle nuove generazioni che imparando dai vecchi ne danno nuova linfa vitale, in altri casi burattini neonati di nuove compagnie che hanno saputo imparare dalla tradizione e trasformarla in maniera personale.

Nel percorso espositivo accanto a figure che arrivano direttamente dalla Commedia dell’Arte del ‘500 come Pulcinella, Arlecchino, Brighella, Pantalone ed il Dottor Balanzone, troviamo personaggi nati tra il Sette e l’Ottocento come Gianduja e Gioppino, altri apparsi nel primo Novecento come Bargnocla, Testafina, Pampalughino e Tascone, fino ad arrivare agli ultimi nati nel finale del secolo scorso, Areste Paganos, Pirù, Tavà e altri.

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