da 25 maggio al 16 giugno 2019

Sulla Nuda Pelle Festival di teatro sui luoghi della Grande Guerra

LO SPIRITO DEL FESTIVAL

In tre edizioni il Festival "Sulla Nuda Pelle" ha percorso la linea di combattimento della prima Guerra Mondiale sul nostro territorio scandagliando geografie naturali e umane: si è arrampicato lungo l'arco alpino friulano arrivando anche in Veneto e in Trentino (2017) e poi ha seguito la linea della ritirata di Caporetto, partendo dalla Valle dell'Isonzo, fino a raggiungere il Tagliamento (2018) per approdare quest’anno più a valle, in contesti urbani, là dove il nemico ha tenuto in scacco la popolazione locale invadendo paesi, città, luoghi di lavoro, case, fino a raggiungere il midollo della vita quotidiana e personale. Un’ombra che ingoia tutto intaccando l’estrema difesa dell’anima. Il filo rosso spinato che unisce gli spettacoli proposti in questi anni è la 1^ Guerra Mondiale non solo come fatto storico, ma soprattutto come intreccio di vicende umane, di linee invisibili e tremende oltre le quali è cambiato il destino di soldati e civili e, molto probabilmente, anche il nostro.
Lo spirito e l’obiettivo del Festival sono racchiusi nella sua stessa dinamica che lo porta a contatto diretto con il territorio, dentro luoghi pregni di significato, spesso sconosciuti e a far vivere agli spettatori, sulla propria pelle, un’esperienza unica, capace di andare oltre la performance teatrale.
Il pubblico è accompagnato da guide e storici del posto lungo sentieri semplici e suggestivi ricevendo utili informazioni sul contesto che lo circonda. Il passato rivive suscitando emozioni e inedite riflessioni su presente e futuro.

INVASIONI, Lo spettacolo di Sara Beinat e Marta Riservato

con Marta Riservato, Roberto Pagura, Sara Beinat, Stefano Andreutti

MUSICHE DAL VIVO: Stefano Andreutti

ALLESTIMENTI SCENOGRAFICI: Roberto Pagura, Stefano Andreutti

Un'unica storia narrata a più voci racconta di come, nelle guerre che hanno attraversato l’intero ‘900, il corpo della donna sia stato usato come campo di battaglia.
A tramandare questo martirio, donne e uomini di diverse epoche e provenienze, accomunati dall’esperienza di un’invasione che non ha risparmiato spazi comunitari, luoghi privati, vite. Vite stroncate, vite sospese, vite che da queste macerie affiorano, innocenti e inconsapevoli, come “figli del nemico”.
Dalla distruzione emergono però mani tese ad aiutare e accogliere, in grado di restituire alle vittime la dignità di essere chiamate per nome. Presentato come una pluralità contemporanea di vicende personali attraverso i secoli, lo spettacolo vede in scena una commistione di corpi umani e materiali vari che si fondono in una scenografia sonora.
Un canto per gli oppressi, perché il loro silenzio non smetta di risuonare nell’anima collettiva.
La trama dello spettacolo si è arricchita di significato anche attraverso l’incontro con storie di vita attuali grazie alla collaborazione con l’Associazione “Il Noce” di Casarsa della Delizia e della Coop. Soc. “Il colore del grano” che gestisce la Casa mamma – bambino. E’ stato realizzato un percorso guidato dall’equipe della Casa che ha permesso agli attori di ascoltare e condividere le testimonianze di alcune donne, spesso vittime di violenza, che sono state ospitate presso la struttura con i loro figli.
Il senso profondo di questa esperienza è stato quello di far incontrare umanità diverse. Le attrici si sono avvicinate, con delicatezza e rispetto, ad un’esperienza di sofferenza lontana dal proprio vissuto, ma più vicina a quello delle protagoniste dello spettacolo con l’obiettivo di portare in scena, attraverso il proprio corpo, la voce di tutte queste donne e di rendere più autentica l’umanità dei personaggi.

Info e prenotazioni: Associazione Culturale Molino Rosenkranz

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